Alcuni errori SEO, seppur banali, possono creare problematiche ad un sito web peggiorando il posizionamento su i motori di ricerca.

In questo articolo elenchiamo gli errori SEO più comuni e particolari che il team di Witag hanno riscontrato in molti siti dei nostri clienti.

Se hai un sito web, l’indicizzazione è fondamentale per emergere tra i competitor e farti trovare quando gli utenti effettuano ricerche online pertinenti al tuo business. Iniziamo:

 1) Non avere un certificato SSL installato

La presenza di un certificato SSL è diventato un fattore di ranking per Google. Questo certificato permette di stabilire delle connessioni HTTPS criptate e rende sicura la connessione tra gli utenti e il sito.

2) Avere un sito troppo lento

La velocità di caricamento di un sito è uno dei fattori usati da Google per indicizzare le pagine. Oggi molto importante per l’ottimizzazione dei Core Web Vitals (le nuove metriche SEO dove l’algoritmo di google assegna un punteggio al sito). Un sito lento fornisce una pessima esperienza all’utente dando un segnale di negatività ai motori di ricerca.

3) Presenza di contenuti duplicati

Quando ci sono contenuti uguali su molte pagine, il motore di ricerca non riesce a capire quale pagina indicizzare. Inoltre, fornire pagine che hanno un contenuto duplicato, manda in confusione il navigatore e successivamente lo porta ad abbandonare il sito web.

4) Il sito genera molti errori 4XX e 5XX

Questo tipo di errori SEO fanno sì che i bot dei motori di ricerca non siano in grado di analizzare e indicizzare le pagine del tuo sito web aziendale. Inoltre, possono peggiorare il tuo posizionamento perché sono indice di scarsa qualità del sito. 

5) Meta Tag non inseriti nel sito

Il tag title è una stringa di testo che viene inserita nel codice, un meta tag di Google della sezione <head> , per dare informazioni specifiche al motore di ricerca.

All’interno del meta tag va inserita una descrizione esaustiva ed efficace del contenuto della pagina, possibilmente stando entro il limite di 157 caratteri. Insieme al title, la meta description viene visualizzata nei risultati dei motori di ricerca, per cui è importante che essa incuriosisca e stimoli al click.

6) Presenza quasi nulla di link interni al sito

I link interni, non sono solo per una questione di usabilità del sito e dell’ esperienza utente, ma anche per l’indicizzazione. Gli obbiettivi dei link interni sono quelli di facilitare la scansione del sito da parte dei motori di ricerca e di trovare tutte le sue singole pagine, di rendere il sito connesso ed integrato, rendendolo più semplice da navigare. Quindi la presenza dei link interni al sito favorisce il posizionamento di un sito su i motori di ricerca.

7) Troppi loop di reindirizzamento

Un loop è un reindirizzamento automatico ciclico di pagina in pagina che non finisce mai: Questo significa che il sito continua a mandarti avanti e indietro tra due, tre pagine e quando si stanca ti mostra l’errore (o per meglio dire per non bloccare il server).

8) Gestione errata del www e non www

Il sito web deve essere raggiungibile unicamente nella versione preferita scelta: www oppure non www. Un sito che viene visualizzato in entrambe le versioni genera un sito duplicato. Una delle due deve quindi fare redirect sulla preferita in modo che nelle SERP di Google non si indicizzino entrambe le versioni.

10) Immagini pesanti nel sito

Un errore che influisce sulle performance del sito è quello di aggiungere immagini non rinominate correttamente e grandi in termini di dimensioni e peso. Un’immagine pesante rallenta il sito web e non è molto apprezzata da Google.

11) Sito non ottimizzato per il mobile

Al giorno d’oggi gli utenti pretendono che i siti visitati vengano visualizzati in modo ottimale sui loro dispositivi mobili: smartphone, tablet android, iPhone, iPad.

12) Pagine Web lunghe e con troppi contenuti

All’inizio del 2015, Google ha annunciato che la compatibilità con i dispositivi mobili sarebbe diventato un fattore ranking SEO. Ciò significa che i siti non ottimizzati per i dispositivi mobili perderebbero potenzialmente un po ‘di terreno nei risultati dei motori di ricerca di Google, perché non offrirebbero una buona esperienza a utenti di ricerche mobili.